Il problema Ambrosia
Ambrosia, rimuoverla è un dovere civico
L’Ambrosia è una pianta erbacea anemofila, cioè che utilizza il vento per l’impollinazione.
Ha foglie frastagliate, fusto di colore verde e peloso e fiori che si estendono sopra le foglie di colore verdastro e giallo; la formazione dei fiori è stimolata dall’allungarsi delle notti – in Italia nel periodo di fine luglio e inizio agosto – con conseguente dispersione del polline.
Il suo periodo di fioritura va dalla fine di luglio alla fine di ottobre: la pollinazione più intensa è da metà agosto a metà settembre.
In Italia le zone in cui si è insediata sono: Varese e provincia, Pavia e provincia, Trieste, località a nord-ovest di Milano, Torino.
L’Ambrosia cresce nei terreni situati al di sotto dei 500 metri e i luoghi in cui si sviluppa sono i bordi stradali, i cantieri edili, le massicciate ferroviarie, i campi incolti, gli argini dei fiumi e le aree abbandonate; spesso si trova anche nei campi coltivati a soja, girasole, mais e barbabietole.
L’allergia all’ambrosia è molto diffusa e si manifesta con gli stessi sintomi delle altre allergie ai pollini causando grossi fastidi se non vere e proprie sofferenze a chi ne soffre.
Il Servizio Prevenzione Sanitaria della Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia ha emesso un decreto che ordina ai proprietari e/o conduttori di aree agricole non coltivate, ai proprietari di aree verdi urbane incolte e di aree verdi industriali dismesse, ai responsabili dei cantieri edili, ai responsabili dell'ANAS S.p.A., della Ferrovie Nord Milano Esercizio, ciascuno per le rispettive competenze, di vigilare, a partire dal mese di maggio, sull'eventuale presenza di "Ambrosia" nelle aree di loro pertinenza ed eseguire tra giugno ed i primi venti giorni di agosto, periodici interventi di manutenzione e pulizia che prevedano quantomeno tre sfalci nei seguenti periodi:
- 1° sfalcio: terza decade di giugno;
- 2° sfalcio: terza decade di luglio;
- 3° sfalcio: seconda decade di agosto.
Ai sindaci e ai funzionari dell’Asl è affidato il compito di far rispettare l’ordinanza regionale, attraverso controlli periodici ma l’attenzione ad impedire la proliferazione di questa pianta deve partire anzitutto dal senso di responsabilità di ciascuno e dal rispetto per le persone che soffrono di questa patologia.


